Piccoli programmatori crescono

Da Milano al resto d’Italia, spopola la palestra digitale dove si insegna ai ragazzi a creare software, usando tecnologie open e in modo gratuito

di Anna Maria D’Alessandro – 28 maggio 2013

Piccoli programmatori crescono

Un tempo, i bambini sognavano personaggi magici che, da una lampada o in volo, risolvessero tutti i problemi. Oggi, basta un computer. E se il cervello elettronico non sa rispondere come vorrebbero, ci pensano loro a costringerlo. Isabel Hughes, dodicenne americana, con il papà Aidan, programmatore, ha messo a punto una app matematica, Fraction Calculator Plus, oltre due milioni di download su Amazon. Più o meno allo stesso modo, uno dei tre figli di Angelo Sala e Barbara Alaimo, ingegnere milanese lui, pedagogista lei, a dieci anni, ha chiesto: «Papà, ho in mente un gioco. Mi aiuti a farlo?». È nato così il primo CoderDojo in Italia, una palestra digitale (dojo, in giapponese, è lo spazio per arti marziali) inventata nel 2011 dallo studente irlandese James Whelton, 19 anni, per insegnare la programmazione agli amici e replicata in 165 città del mondo…

 

Fonte iodonna.it

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